“Colloqui for dummies”: la tua guida pratica al colloquio di lavoro perfetto

Da poco più di un anno mi sono laureata e come molti altri miei coetanei mi sono imbattuta in questo nuovo mondo: quello del lavoro. Non che non avessi mai lavorato prima ma avendo completato definitivamente (o almeno per un pò) il mio percorso di studi mi sono trovata da un giorno all’altro a passare dall’essere studentessa all’essere disoccupata.

Quello della ricerca del lavoro è un tema assai delicato, ma ancora più delicato è sapere come comportarsi quando lo si sta per ottenere. Il colloquio di lavoro è decisamente l’ultima fase da superare ed ha la sua importanza. Dal momento che in questi ultimi 12 mesi io ne ho sostenuti parecchi ed ho avuto modo di conoscere un pò il mondo delle risorse umane, ho pensato di lasciarti dei suggerimenti e consigli così da risparmiarti qualche “insuccesso”. Partiamo subito perché c’è parecchio da dire.

Come prepararsi ad un colloquio di lavoro?

Probabilmente avrai letto tantissimi articoli sull’argomento ed ormai avrai capito ed imparato quelle che io chiamo “regole generali”. Eccone alcune:

  • puntualità: presentati e fatti annunciare (se c’è una portineria o reception) cinque, dieci minuti prima. Ti sconsiglio vivamente di arrivare troppo in anticipo.
  • l’ abito non fa il monaco, ma anche si! Cerca di vestirti in modo elegante e “serio” ma nulla che ti faccia sentire a disagio altrimenti non riuscirai mai a dare il meglio di te.
  • no alla mano morta: stretta di mano decisa e sicura!
  • arriva preparato sull’azienda: sui suoi numeri, storia e quant’altro. Fai un giro sul sito web della compagnia (ormai sono tutte presenti in rete) e controlla specificatamente le aree e la posizione per cui ti sei candidato. Così ad esempio se ti stai preponendo per una posizione che ha a che fare con il digital marketing fai un giro su tutti i social networks dell’azienda e prendi nota per spunti innovativi.
  • Ha qualche domanda?: arriva al colloquio sempre con almeno una domanda pronta da fare alla fine dell’intervista. Magari potresti chiedere qualcosa sull’ambiente lavorativo, su quanto l’azienda sia strutturata e gerarchica, sul team a cui ti unirai, sui valori dell’azienda e sulla sua futura evoluzione. Se è presente la persona che ricopre la stessa posizione per cui ti stai candidando prova a chiedere qualcosa di più “personale”: cosa lo/la entusiasma del lavoro che fa, quali sono gli aspetti migliori, un’esempio di una giornata tipo…

Quello che però devi considerare quando ti prepari per un colloquio è capire di quale tipo sarà: individuale, di gruppo o di valutazione. Ovviamente non sempre ti sarà specificato ma anche in questo caso ci sono delle situazioni standard. Per le posizioni da ricoprire nel settore bancario, ad esempio, quasi sempre ti troverai ad affrontare un test di valutazione ed un colloquio di gruppo. In quei casi, per quanto possa risultare difficile, cerca sempre di interagire, di intervenire e di far intervenire tutti e di non limitarti a tenere il tempo.

I miei consigli:

  • Prima di tutto: dimostra di essere entusiasta per la posizione, e non solo. Soprattutto se sei tra i giovanissimi, quello che si cerca non sono solo le capacità, ma anche l’ottimismo, la voglia di fare, di imparare, l’ambizione, la passione… tutte cose che persone che sono nel mondo del lavoro da un pò di anni hanno perso. Purtroppo troppo spesso tutto questo parlare di crisi e di mancanza del lavoro, fà si che lo spirito con cui affrontiamo la ricerca ed il colloquio non è positivo, e tendiamo a partire già negativi, abbattuti ancora prima di cominciare. Questo invece è il momento in cui devi voler dare il massimo e devi farlo capire ai selezionatori.
  • Se ti è possibile arriva nel luogo del colloquio camminando (potresti parcheggiare la macchina lontano), anche pochi passi ti saranno d’aiuto a produrre le endorfine ed essere più performante. Una volta per un ritardo di Trenitalia ho dovuto fare le corse per non rischiare di arrivare tardi, ma ti dirò che al momento dell’incontro ero molto entusiasta e contenta. Certo non ti dico di arrivare sudata e sconvolta, ma qualche passo ti aiuterà a stemperare la tensione.
  •  Porta una copia del CV sempre con te. Se sai che saranno più di uno i selezionatori, porta una copia in più, se a colori anche meglio!
  • Se devi raggiungere un edificio della pubblica amministrazione (comune, provincia, ecc..) assicurati di trovare ed identificare subito l’ufficio, perché nelle grandi città potrebbe trovarsi da tutt’altra parte e potresti rischiare di arrivare in ritardo.
  • Fai una mappa mentale, scritta ancora meglio, di tutte le cose che sai fare. Anche e soprattutto se sei alla tua prima esperienza lavorativa concentrati su quelle che oggi chiamano “soft skills“, cioè quelle tue attitudini e qualità che sono proprie della tua personalità o che hai appreso con le tue esperienze “di vita”. Ad esempio se sei uno studente universitario potresti fare leva sulla tua autonomia ed organizzazione dato che avrai gestito il tuo tempo per organizzare lo studio e gli esami. Oppure se sei uno studente fuori sede, puoi evidenziare il fatto d’aver vissuto con successo da solo (gestione dei soldi,convivenza con coetanei, …). Soprattutto non dare nulla per scontato. Sarai sorpreso di scoprire quante cose tu sei capace di fare e molti altri no.
  • Fai attenzione alla domanda “cosa fai nel tuo lavoro adesso?”: occhio alla privacy dell’azienda per cui lavori. Dando troppe informazioni specifiche potresti dimostrare di non essere una persona leale e di cui ci si può fidare, e questa è una qualità importante.
  • Non ti limitare a parlare solo ed esclusivamente di stipendio, benefits e quant’altro. Dimostra di essere molto di più che una busta paga.
  • Infine, porta dell’acqua, soprattutto se si tratterà di un colloquio lungo.

Ma alla fine di tutti questi suggerimenti, quello più importante è che tu sia sempre te stesso, i selezionatori (il più delle volte) sanno fare il loro lavoro e potrebbero capire ancora prima di te che quella posizione non è adatta a te. Non essere scelti non sempre significa che il colloquio non sia andato bene, o che tu non sia abbastanza in gamba. Non essere scelti potrebbe anche essere la cosa migliore per te: chiusa una porta si apre un portone! Ricorda che l’ingrediente segreto per un colloquio perfetto è il tuo desiderio di voler ricoprire quella posizione, è quella luce negli occhi che diplomi, certificati e lauree mai ti daranno; insomma lo devi volere davvero!

Come mi diceva sempre qualcuno più saggio di me mentre ero alla disperata ricerca di un lavoro, in questo mondo c’è posto per tutti! Troveremo la nostra strada!