Non è il tuo corpo che devi cambiare. E’ il vestito!

Scrivo questo post presa dalla “furia” del momento, e per questo potrà risultare antipatico ed inutile. Infatti non sono solita dare sfogo ai miei lamenti in pubblico; ci rimugino un pò tra me e me e la storia finisce lì. Ma se riuscissi con queste poche righe ad alleviare la frustrazione che probabilmente hai provato qualche volte anche tu, allora mi considererei soddisfatta. Se poi un giorno questo post dovesse arrivare a qualcuno in grado di aiutarmi, allora direi che ne è valsa davvero la pena.

Ieri sono stata a fare shopping perché avevo bisogno di un paio di pantaloni freschi per l’estate ed ho fatto un giro per i negozi delle catene più conosciute: H&M, Stradivarius, Zuiki, Camieu,… Se ti dico che sono tornata a casa senza nulla entrando in tutti questi negozi probabilmente non mi crederai. Sono sulla via del ritorno in macchina e comincio con i miei monologhi mentali:

  • ma le varie compagnie di moda si faranno qualche domanda se in negozio le taglie M ed L vanno via come il pane, e le S e le XS sono lì a marcire fino ai prossimi saldi invernali? 
  • perchè se porto una taglia superiore alla 42/44 non ho diritto di comprare un pantalone di quelli economici venduti nei negozi con le taglie farlocche, e devo necessariamente guardarmi altrove? Verso negozi e catene decisamente più costose? 
  • quanto costa realmente quel pezzo di stoffa in più necessario per realizzare un pantalone taglia 46? 
  • perchè la convenienza non fa rima con curvy, plus size, o come più vi piace chiamarlo? 
  • da quando i negozi da adulti si son trasformati e senza avvisare nessuno hanno cambiato il loro target, diventando moda 0-16?

E così via… Sono così arrivata al punto di dire che dopotutto non sono i negozi ad essere sbagliati, ma che probabilmente di sbagliato c’è solo la mia forma fisica. Se stai annuendo e stai pensando “finalmente c’è arrivata”, ti prego ripensaci. Per fortuna infatti dopo aver detto ad alta voce quei pensieri sono tornata in me, e mi sono ricordata che non c’è proprio nulla di sbagliato in nessuna/o di noi. Che non entrare in una 42 non fa di me una persona cattiva o disonesta. Che dovrei vergognarmi di molte più cose che di non poter portare i jeans skinny.

Non fraintendermi però, la salute è importante, essere grassi, o leggermente in sovrappeso non è bello. E sono la prima che ci lavora da tempo, ma questo non vuol dire che nel processo di “ricostruzione” una ragazza non possa vestirsi alla moda ed in modo giovanile con una spesa minima. Quello che mi crea tutta questa frustrazione, infatti, non è la mancanza di opzioni, quanto piuttosto la loro accessibilità e facilità di reperimento al pari di tutte le altre taglie!

Mentre facevo tutti questi pensieri mi sono ricordata di una campagna che Motivi aveva lanciato l’anno scorso (se non erro), ed allora ho deciso di lasciarmi ispirare proprio da quella per il titolo di questo post e per tenere a mente che non sono io a dover cambiare, ma il vestito!

Perdona questo sproloquio, ma avevo bisogno di condividere con te un pò di questa consapevolezza nata dalla frustrazione, così che la prossima volta (semmai ti dovesse capitare) di fare anche solo uno di questi pensieri, queste parole ti torneranno alla mente e ti coccoleranno un pò.

Un abbraccio e a presto!